«La poesia di Enzo è fatta di corde vibranti, vibrazioni che viaggiano come uccelli migratori. [...] La musica dei versi è nostalgica, struggente, è fatta di ferite che sanguinano, ma lo struggersi non si chiude in se stesso. [...] Anime sperdute, anime vaganti, anime che amano e non scordano, in fuga ma sempre e comunque sulla via del ritorno.»

Prendiamo in prestito le parole della postfazione di Silvio Perrella e Saradis Thanopulos per tentare una descrizione delle emozioni che suscita la lettura di Sfrimma, la raccolta di poesie di Enzo Mancuso pubblicata da Mesogea lo scorso aprile. Raccolte e pubblicate per la prima volta, le poesie di Enzo Mancuso sono state presentate in tutta Italia e in questa estate 2019 diventano protagoniste di un piccolo tour di eventi, che le porterà a Caltanissetta e a Messina.

Sabato 13 luglio, alle 18.30, Sfrimma sarà a Caltanissetta, nell'area pedonale del Mercato Storico Strata a Foglia, in via Consultore Benintendi. Parteciperanno Elvira Essenza, Marina Castiglione, Pasquale Carlo Tornatore, Enzo e Lorenzo Mancuso. 

Domenica 21 luglio, alle 19.30, saremo a Messina, al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro. Oltre ad Enzo e Lorenzo Mancuso, anche Massimo Barilla e Carlo Guarrera.

Le poesie di Sfrimma (scritte in dialetto siciliano e pubblicate con testo italiano a fronte) compongono un canzoniere moderno dalle risonanze antiche, un canzoniere del tempo. E del resto Enzo e Lorenzo Mancuso fanno della musica il loro pane quotidiano. 

Nati a Sutera, in provincia di Caltanissetta, fin dagli anni '70 hanno condotto una ricerca sul patrimonio musicale della loro terra, trasferendolo in una presenza costante nei festival e nei teatri di tutta Europa, del Sud America, dell'Asia. Oggi i Fratelli Mancuso, grazie allo studio della tradizione e alla sua rielaborazione moderna, sono considerati a livello mondiale icone culturali della Sicilia. Tanti gli album incisi, tante le collaborazioni con il teatro, il cinema e anche la televisione. Una ricerca costante portata avanti sul terreno delle sonorità naturali, che si trasferisce anche nei testi dei loro brani. Testi densi di paesaggio, odori, visioni realistiche e al contempo oniriche. Alcuni di questi testi oggi sono riuniti in Sfrimma. «Suoni che diventano parole e scavano rughe nel tempo».


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