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Editore, monopolista dell’informazione di Catania, padrone di radio, tv e giornali, grande proprietario terriero, imprenditore di successo, promotore di grandi centri commerciali, Mario Ciancio Sanfilippo per più di 50 anni ha dominato la vita di una delle più grandi città d’Italia e del Mezzogiorno, a lungo considerata «la Milano del Sud». Da qui ha scalato i salotti dell’Italia che conta, fino a diventare presidente della Federazione Nazionale Editori Giornali e vice presidente dell’Ansa, la maggiore agenzia informativa italiana. Oggi è sotto processo con un’accusa gravissima: concorso esterno in associazione mafiosa. Chi è Mario Ciancio? Una sorta di re Mida, guidato da uno straordinario fiuto per gli affari? O il baricentro di un blocco di potere fondato sulla rendita, la speculazione edilizia, un infinito ciclo del cemento aperto alla partecipazione di Cosa Nostra? Com’è possibile che una città con il reddito pro capite tra i più bassi d’Europa vanti il maggior numero di centri commerciali della penisola? Con il rigore dell’inchiesta e la fluidità del racconto, il libro di Antonio Fisichella offre a queste domande una risposta lucida, documentata e appassionata.

Antonio Fisichella ha diretto l’Agenzia dei beni confiscati alle mafie, promossa da Libera di don Ciotti. Ha coordinato la comunicazione istituzionale della Regione Campania. Ha curato la pubblicazione de La mafia restituisce il maltolto. Guida all’applicazione dell’uso sociale dei beni confiscati (edizioni Gruppo Abele 1998). Recentemente ha pubblicato il saggio La presunta omertà del Sud e le statistiche europee (in Omertà: silenzio, paura ma non condivisione. I risultati di una ricerca sul campo. A cura di Simona Melorio, Guida editori 2017).

 

A SETTEMBRE IN LIBRERIA

Neriman, ragazza borghese di Istanbul, ogni giorno fa la spola, sul tram della linea Fatih-Harbiye, tra il quartiere in cui vive, uno dei più tradizionali della città, e Beyoğlu, il quartiere ‘moderno’ dove si respira aria di Occidente.
I dubbi e i contrasti suscitati dal desiderio di andare a un ballo mettono Neriman di fronte al suo sentirsi divisa tra due uomini e due mondi: Şinasi (suonatore di kemençe e amico/ fidanzato fin dall’adolescenza, fortemente legato alla cultura orientale) e Macit (brillante e seducente suonatore di violino, incarnazione della cultura occidentale). Anche Neriman suona uno strumento e ama la musica, ma quella tradizionale turca non le basta più, e nemmeno Şinasi… Quel semplice percorso in tram diventa così l’andirivieni della protagonista tra dubbi e contrasti, entusiasmi e timori che non fatichiamo a riconoscere anche nella Turchia di oggi.

Peyami Safa (Istanbul 1899-1961), insegnante, giornalista e scrittore tra i classici della letteratura turca, ha incentrato la sua opera sul rapporto Oriente-Occidente testimoniandone il travaglio: da sostenitore della modernizzazione negli anni Trenta a conservatore e tradizionalista negli anni Cinquanta. Di Fatih-Harbiye (1931), uno dei suoi romanzi più popolari, sono state realizzate due trasposizioni televisive, nel 1990 e nel 2013.

 

A OTTOBRE IN LIBRERIA

 

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