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Tu non parlerai la mia lingua Tu non parlerai la mia lingua
Edito nel 2002, è il primo libro di Kilito ad apparire in arabo, per un pubblico arabo. Composto da una serie di saggi-racconto in cui convivono personaggi storici – come Averroè o Ibn Bavvuva – e inventati – come il commissario Brunetti...
Resistere all’aria del tempo Resistere all’aria del tempo
Uno dei decani del giornalismo europeo, attraverso la trama dei ricordi del suo rapporto con l'autore de L'uomo in rivolta…
Passione di Michele Passione di Michele
«Michele fu assunto dalla fabbrica dopo soli tre giorni [...] una folla di uomini che arrivavano da ogni parte dell'Europa [...] con le facce stralunate di chi, nel giro di pochi giorni, veniva sbalzato da un mondo all'altro».
Le vecchie e il mare Le vecchie e il mare
In un antico porto isolano, sette vecchie - madri e nonne di uomini di mare - siedono su grosse pietre fuori dalle loro case. Parlano e raccontano.
Un inverno ad Hakkâri Un inverno ad Hakkâri
Un intellettuale di Instabul viene inviato come insegnante nel piccolo villaggio di Hakkâri, dove «anche le valli hanno la conformazione di precipizi».
Egitto Egitto
Per la prima volta una storia sintetica ed esaustiva completa dell’arte moderna e contemporanea in Egitto, completa di una ricchissima e aggiornata bibliografia
L'isola del dolore L'isola del dolore
Alla ricerca della tomba della Madonna, nei pressi di Efeso, Mustafà Kemal ripercorre con la memoria cento anni di storia turca attraverso i ricordi e il diario del padre: una storia d’amore drammatica struggente...
Il gioco dell'oblio Il gioco dell'oblio
In seguito alla morte della madre, un giornalista di mezz’età ripercorre le tappe, le persone e i luoghi che hanno influito sulla sua vita e determinato la sua personalità.
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Mukhtàr Yahya PDF Stampa E-mail

Yahya Mukhtàr è nato in un antico villaggio della Nubia sommerso dalle acque del bacino della diga di Assuan nel 1933. Giunge al Cairo, con la famiglia, all'età di otto anni: non conosce una sola parola di arabo, totalmente diverso dal nubiano. Nel 1963 si laurea in giornalismo. L'attivismo politico, poco gradito al presidente Nasser, gli vale due anni di galera (1961-1963). Il ricordo della terra natale, la gente della Nubia, la nostalgia e la memoria restano al centro del suo scrivere come lui stesso ammette: «a volte, quando scrivo, mi accorgo di avere in mente un pubblico preferenziale e naturalmente penso ai nubiani, mi accorgo che spesso scrivo su di loro... e per loro».

Qualcosa su L'acqua della vita (Mà' al hayàt,  tratto dalla raccolta Kùyalà, 1997)
«Mi hanno detto che questo racconto è triste. Io non lo penso. certo, è il racconto di una coppia che non è riuscita a vedere diventare adulto nessuno dei propri figli, ma io volevo scrivere di quanto forte fosse il loro legame, di quanto forte possa essere il legame tra un uomo e una donna. La disperazione e l'amore, fino all'ultimo momento. e la voglia comunque di vita. Il racconto è ambientato in Nubia, ai margini, di un piccolo paese, dove la vita è l'unica grande ricchezza.
Anche se negli ultimi decenni le condizioni di vita laggiù sono migliorate, ci sono ancora molti problemi irrisolti, quali quello dell'assistenza sanitaria, soprattutto nelle zone più isolate».
Yahya Mukhtàr
 




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