| Mukhtàr Yahya |
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Yahya Mukhtàr è nato in un antico villaggio della Nubia sommerso dalle acque del bacino della diga di Assuan nel 1933. Giunge al Cairo, con la famiglia, all'età di otto anni: non conosce una sola parola di arabo, totalmente diverso dal nubiano. Nel 1963 si laurea in giornalismo. L'attivismo politico, poco gradito al presidente Nasser, gli vale due anni di galera (1961-1963). Il ricordo della terra natale, la gente della Nubia, la nostalgia e la memoria restano al centro del suo scrivere come lui stesso ammette: «a volte, quando scrivo, mi accorgo di avere in mente un pubblico preferenziale e naturalmente penso ai nubiani, mi accorgo che spesso scrivo su di loro... e per loro». Qualcosa su L'acqua della vita (Mà' al hayàt, tratto dalla raccolta Kùyalà, 1997)
«Mi hanno detto che questo racconto è triste. Io non lo penso. certo, è il racconto di una coppia che non è riuscita a vedere diventare adulto nessuno dei propri figli, ma io volevo scrivere di quanto forte fosse il loro legame, di quanto forte possa essere il legame tra un uomo e una donna. La disperazione e l'amore, fino all'ultimo momento. e la voglia comunque di vita. Il racconto è ambientato in Nubia, ai margini, di un piccolo paese, dove la vita è l'unica grande ricchezza.
Anche se negli ultimi decenni le condizioni di vita laggiù sono migliorate, ci sono ancora molti problemi irrisolti, quali quello dell'assistenza sanitaria, soprattutto nelle zone più isolate».
Yahya Mukhtàr
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