Pizzuto Antonio
Antonio Pizzuto (Palermo 1893 – Roma 1976), proveniente da una famiglia di tradizioni umanistiche, si laureò in legge, quindi in filosofia. Dal 1918 percorse la carriera in polizia, conclusa nel 1949. Dopo il pensionamento si consacrò interamente alla scrittura narrativa, praticata fin dalla prima giovinezza (al precoce esordio, nel 1912, con la novella Rosalia, erano seguiti quattro romanzi ‘segreti’). Giunto alla ribalta nel 1959, con Signorina Rosina, pubblicò in un breve giro di anni una sequenza di opere che rimane memorabile per l’audacia crescente delle proposte: Si riparano bambole, Ravenna, Paginette, Sinfonia, Testamento, Pagelle I e II, Ultime e Penultime. Negli ultimi anni sono apparsi gran parte dei suoi scritti inediti: dai romanzi ‘giovanili’ Rapin e Rapier e Così (1998) ai racconti raccolti in Narrare (1999); dai carteggi con Giovanni Nencioni, con Gianfranco e Margaret Contini (1998 e 2000), con Salvatore Spinelli (2001 e 2003) e con Lucio Piccolo (2002) alle produzioni estreme: Giunte e virgole (1996), Spegnere le caldaie (1999). Nel 2001 sono uscite nuove edizioni di Si riparano bambole e Ultime e Penultime; nel 2002 di Ravenna e Paginette; nel 2004 di Signorina Rosina e Sul ponte di Avignone.



