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"Mesogea segni e voci dal Mediterraneo" n. 3/2008 Un Mediterraneo di seconda generazione PDF Stampa E-mail
In drammatica concomitanza con gli ultimi fatti di Lampedusa, arriva in libreria il terzo numero di mesogea segni e voci dal mediterraneo.
Un Mediterraneo di seconda generazione. Giovani tra migrazione e periferie globali, questo il nucleo tematico di un ragionamento attorno a cui scrittori, giornalisti, studiosi, operatori sociali, ciascuno attingendo alla propria esperienza sul campo, offrono il loro contributo per stimolare una riflessione sulle tragiche vicende del nostro tempo, che riguardano ciascuno di noi molto da vicino, molto di più di quanto non sappia trasmetterci la cronaca quotidiana quando arriva a fare ‘notizia’.
Scrive Salvatore Palidda nel suo intervento: «La condizione e le ragioni che oggi muovono gran parte dei giovani dei paesi mediterranei non sono molto diverse da quelle che spingevano i nonni, i bisnonni o trisavoli a tentare azioni contro i poteri o a fuggire a causa delle sconfitte delle loro lotte o per sottrarsi alle angherie e ai massacri da parte della mafia o delle polizie». Dinanzi al cambiamento della società, le istituzioni devono imparare a dialogare con questi ‘nuovi soggetti sociali’ che invece sono avvertiti come scomodi in quanto la loro presenza mette in discussione il “sistema”.
Un sistema che, come osserva Gabriella Petti, celandosi dietro l’alibi di una presunta tutela finisce per renderli socialmente vulnerabili. Si tratta di un «genere di umanità più adatta a soddisfare le esigenze di un mercato del lavoro globalizzato precario, temporaneo e flessibile».
Nessuna verità rivelata ma tante argomentazioni che in forma diversa – dalla testimonianza al saggio, dal racconto al documento – si affacciano da queste pagine come invito a soffermare il ragionamento su un sistema di gestione pubblico-privato dei minori stranieri che, lontano dal consentire loro l’acquisizione di un diritto, attraverso l’elargizione di ‘privilegi’ precari li mantiene di fatto in una perenne condizione di sudditanza. Che senso ha parlare di seconde generazioni nate in Italia se queste non assumono nessuna prerogativa nel loro luogo di nascita, rimanendo a vita «figli di immigrati»?...

 

Gli autori di questo numero: Sebastiano Burgaretta, Sal Costa, Ilaria Cresti, Gabriele Del Grande, Michele Gangale, Özdemir Ince, Marilisa Mele, Karim Metref, Salvatore Palidda, Renata Pepicelli, Gabriella Petti, Tania Poguisch, Salvo Torre.

 




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