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Trattato dei ceci Trattato dei ceci
Dalle campagne alle tavole, dalla cucina alla biblioteca, dal Mediterraneo all’Estremo Oriente le avventure di uno straordinario popolo di viaggiatori: i ceci!
Òmini Òmini
In queste pagine alternandosi a scorci di vita quotidiana, agli odori, agli umori, alla luce delle campagne e del mare di Sicilia, da Palermo a Trapani…
San Manuel Bueno, martire San Manuel Bueno, martire
«In questo asciutto, esseziale romanzo, Unamuno affronta genialmente il paradosso del cristianesimo e di una fede che trova in esso più vita che verità».
Classico/Moderno Classico/Moderno
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Città mediterranee e deriva liberista Città mediterranee e deriva liberista
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L'Italia alla pigra L'Italia alla pigra
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Istanbul Istanbul
Frutto delle ricerche che da anni Michel Peraldi conduce nelle città mediterranee sulle rotte delle economie informali, del 'commercio con la valigia', delle migrazioni, Istanbul è un racconto per parole e immagini…
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  • «Città mediterranee e deriva liberista» aldilà del mare

    «Città mediterranee e deriva liberista» aldilà del mare

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Tawfìq Sahar

Pubblicato in Autori

Sahar Tawfìq (Il Cairo, 1951) ha scritto diversi romanzi e racconti per adulti e per bambini. È traduttrice di testi letterari dall’inglese all’arabo. Dopo la pubblicazione in Italia del suo racconto La casa della nubile nell'antologia Parola di donna, corpo di donna (Arnoldo Mondadori Editore, 2005), Mesogea ha pubblicato il racconto Nella zàwiyya, di sera ('Inda-l-zàwiyya, testo estratto e adattato dall'autrice dal suo romanzo Ta'm al-zaytùn, 2000) in Figli del Nilo, preceduta da una intervista all'autrice di Francesca Prevedello, curatrice del volume.

Qualcosa su Nella Zàwiyya, di sera
«La scena in cui questo racconto si svolge è la zàwiyya. Letteralmente questa parola significa 'angolo', ma indica in realtà uno spazio particolare che si esisteva in passato nei paesi lontani dalla città. Non penso che ora ce ne siano ancora. Era un luogo in cui si pregava, ma non era una moschea vera e prorpia: nella magior parte dei casi c'erano solo due muretti che delimitavano una piccola area e qualche pianta per rendere il luogo più accogliente. Oltre a pregare, nella zàwiyya si chiacchierava, ci si scambiavano le noità del paese, si suonava, i vecchi cantavano le epopee degli eroi popolari. Ricordo una zàwiyya della mia infanzia, c'era un bel clima di solidarietà tra la gente. Questo mio racconto è il frutto dei racconti di alcuni contadini sulle donne del loro paese, donne forti, di carattere, e su alcuni personaggi che vengono chiamati «i bugiardi del vilaggio».
In genere sono uomini, ma ci sono anche donne, che raccontano storie incredibili come se fossero vere. Io li considero come veri e propri creatori di letteratura che però, essendo spesso analfabeti, non hanno la possibilità di scrivere. Nelle campagne egiziane, il «bugiardo del villaggio» è una peronsa importante. Esisteva in quasi tutti i paesi, in alcuni esiste ancora. In questo racconto riferisco una storia che penso rifletta bene lo status della donna nell'Egitto rurale dove, nonostante la tradizione patriarcale, il ruolo femminile è sempre stato guardato con una certa considerazione. L'intelligenza delle donne veniva riconosciuta e considerata come una risorsa. Una donna intelligente, o anziana, godeva, e gode, di grande rispetto da parte di tutti, non solo dei membri della sua famiglia».
Sahar Tawfìq


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