Descrizione
La memoria e la guerra sono i temi attorno ai quali si sviluppano molte delle opere di Lena Merhej e, in Marmellata con Laban – qui tradotto per la prima volta in italiano – emergono attraverso il singolare percorso biografico della madre, tedesca, che negli anni Sessanta sceglie di stabilirsi in Libano.
A partire da episodi di vita quotidiana, da aneddoti e ricordi di vita familiare, con tocco leggero ma acuto, in un efficace equilibrio di ironia e tenerezza, Lena Merhej tracciando il profilo di questa madre, il suo energico appartenere a mondi diversi, racconta l’esperienza cruciale della molteplicità. Ma non trascura di mettere in evidenza lo straordinario potere dell’immaginazione e la forza della creatività, che meglio ci lasciano comprendere come lingue, culture e identità – nelle persone come nei luoghi – convivono in contraddizione. Proprio come certi sapori che non penseremmo mai di accostare, di mescolare. Proprio come l’acidulo del laban e il dolce della marmellata.
Di solito noi mangiamo il laban, lo yogurt sgocciolato, con il sale e i cetrioli grattugiati. Quindi non c’è da stupirsi se sono rimasta perplessa la prima volta che ho visto mia madre mangiare il laban con la marmellata! […] Non mi piaceva mischiare i due sapori, il dolce e l’agro. Con il tempo, però, ho capito che mia madre mischiava molti sapori, senza un criterio preciso e che lo fa quotidianamente. Oggi la chiamo: “convivenza pacifica delle contraddizioni”.
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RASSEGNA STAMPA
«Attraverso la storia della madre, arrivata in Libano dalla Germania, l’artista (…) racconta la guerra civile che ha lacerato il Paese dei cedri. “L’arte – dice – ci ricorda perché vogliamo vivere. Ci dà la bellezza, quando tutto il resto è mostruoso”» – Eleonora De Santis, Left
«L’opera non intende offrire giudizi, né soluzioni: mostra piuttosto come la storia individuale – con le scelte, ombre e relazioni che la caratterizzano – possa farsi specchio della Storia, spesso in modo più diretto della stampa e della storiografia ufficiali.» – Carlotta Vacchelli, Cibo – editoriale domani





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