Descrizione
La diciassettenne che denunciò la mafia del suo paese
Il 26 luglio 1992, una settimana dopo la strage di Via D’Amelio in cui viene ucciso il giudice Paolo Borsellino, Rita Atria, la diciassettenne che a lui e alle sue Sostitute procuratrici aveva raccontato i segreti della mafia di Partanna, muore precipitando da un balcone del civico 23 di viale Amelia, a Roma. La verità sulla tragica morte della minorenne testimone di giustizia, archiviata come ‘suicidio’, è però oscurata da troppe ombre, troppi dubbi, troppe contraddizioni e omissioni.
Parte da qui l’incessante lavoro di scavo e di ricerca delle autrici di questo libro-inchiesta – qui nella nuova edizione rivista e aggiornata dopo quella pubblicata nel 2022 (Marotta&Cafiero) da tempo non più disponibile – che ricostruisce sulla base di testimonianze e ulteriori documentazioni d’archivio la storia di Rita Atria non solo come una ‘storia di mafia’, ma come una storia emblematica di abbandono da parte delle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerla.
Una storia di abbandono di Stato, che ne fa la settima vittima indiretta della strage di Via D’Amelio. Una storia che non è possibile considerare un ‘caso chiuso’ e che questo libro intende contribuire a riaprire. Per rendere giustizia a chi ne è stata protagonista e vittima, Rita; per non vanificare l’impegno di chi ha lottato e lotta autenticamente contro le mafie.





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