Descrizione
«Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo».
Rita Atria
Rita Atria, la diciassettenne che denunciò la mafia di Partanna
Il 26 luglio 1992, una settimana dopo la strage di via D’Amelio in cui viene assassinato il giudice Paolo Borsellino, Rita Atria – la diciassettenne che a lui e alle sue sostitute procuratrici aveva raccontato i segreti della mafia di Partanna – muore a Roma, precipitando da un balcone del civico 23 di viale Amelia. La sua tragica morte viene archiviata come suicidio, ma la verità rimane oscurata da troppe ombre, troppi dubbi, troppe contraddizioni e omissioni.
Parte da qui l’incessante lavoro di ricerca delle autrici di questo libro-inchiesta – in una nuova edizione ampliata e aggiornata dopo la precedente pubblicazione per Marotta&Cafiero – che ricostruisce sulla base di ulteriori documentazioni d’archivio e testimonianze la storia di Rita Atria non solo come una ‘storia di mafia’, ma come una storia emblematica di abbandono da parte delle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerla.
Un abbandono di Stato che fa della giovane la settima vittima indiretta della strage di via D’Amelio e che rende impossibile considerare la sua scomparsa un caso chiuso. Questo libro intende contribuire a riaprirlo. Per rendere giustizia a Rita; per non vanificare l’impegno di chi ha lottato e lotta autenticamente contro le mafie.





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