Mouloud Feraoun   

Terra e sangue

traduzione di Caterina Pastura

16,00  15,20 

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Descrizione

Terra e sangue, è un romanzo che si snoda attraverso gli andirivieni e le vicissitudini dei contadini cabili che dall’Algeria duramente colonizzata dei primi anni del Novecento emigravano in Francia. Al centro della narrazione è la coppia ‘mista’ costituita da Amer – che, tornato al villaggio natale di Ighil-Nezman dopo quindici anni di lavoro in miniera, presto s’invaghisce di un’altra donna, Chabha – e Marie, giovane parigina precocemente logorata dalla miseria della grande città, che, seguendolo in Cabilia, abbraccia lingua e consuetudini sconosciute, alla ricerca, in un ‘mondo a parte’, di speranza e di quiete. Attorno a loro, s’addensa, di pagina in pagina, l’inevitabile tragedia ma, soprattutto, affiorano, in una narrazione avvincente di sobrio realismo, il travaglio di luoghi e uomini, le incrinature interiori, ma anche le ferite storiche, di una comunità, quella cabila, di cui Feraoun descrive, quasi da etnografo e senza mai cadere nell’oleografia, vita privata, costumi, organizzazione sociale. Né Eden perduto, né improbabile Eldorado, Ighil-Nezman, non è scenario fantastico o sfondo verosimile di un dramma della passione e della migrazione, ma spazio reale e simbolico dell’urto – e del collasso – dei legami ‘naturali’, della terra e del sangue, appunto, contro le pareti visibili e invisibili dell’esilio, della doppia assenza.

 

Le sembrava che lei e Amer formassero una strana coppia, ridicola, che, accanto a lei, lui perdesse la personalità di cabilo e lei non avesse più quella di francese.

Informazioni aggiuntive

formato

12×16.5

pagine

304

pubblicazione

2006

collana

La piccola 45

l'autore

Mouloud Fearaoun nasce l’8 marzo 1913 a Tizi Hibel, in Alta Cabilia. Insegnante e funzionario scolastico, vive con impegno civile, che pagherà in prima persona, l’esperienza della Guerra d’Algeria e delle ingiustizie che si consumano nella sua regione d’origine. Il suo lavoro di scrittore è parallelo e in dialogo con quello di A. Camus, M. Mammeri, M. Dib, Y. Kateb, M. Ouari, A. Djebar, T. Amrouche. Riconosciuto come uno dei padri della letteratura algerina sviluppatasi durante e dopo le lotte per l’indipendenza nazionale, oltre a Terra e sangue – qui tradotto per la prima volta in italiano – è autore di Il figlio del povero (Mesogea 2008), Jours de Kabylie (1954), Les chemins qui montent (1957), Journal (1955-1962). Muore a El Biar, assassinato da un commando dell’Organisation del’armée secrète (Oas) il 15 marzo 1962.

la traduttrice

Caterina Pastura (1956) è redattrice editoriale, traduttrice dal francese e operatrice culturale specializzata in animazione e promozione del libro e della lettura. Per Mesogea ha tradotto opere di Jean Grenier, Mouloud Feraoun, Moncef Ghachem, Rabah Belamri, Jean Daniel ed Edmond Jabès; per Bompiani, I demoni di Albert Camus e, dello stesso autore, i testi inediti compresi in Estate e altri saggi solari.

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Isbn 9788846920614 Categoria Tag ,

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