Rabah Belamri   

Uno sguardo ferito

traduzione di Caterina Pastura
introduzione di Domenico Canciani

16,50  15,68 

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Descrizione

Pubblicato nel 1987 in Francia e mai tradotto prima in Italia, Uno sguardo ferito è una delle testimonianze più intense del talento letterario di Rabah Belamri. Con linguaggio asciutto e preciso, forgiato dal legame profondo alla tradizione del racconto orale e alla poesia, narra le vicende – ora crude, ora tenere o paradossali – di Hassan, un adolescente cabilo che perde la vista negli ultimi mesi della lotta dell’Algeria per la conquista dell’indipendenza dalla Francia, nel 1962. Sebbene irrimediabilmente compromesso dalla mancanza di cure e dagli stravaganti rimedi di maghi, marabutti e ciarlatani, il suo sguardo vede e descrive lacerazioni di mondi contigui e opposti, ferite della storia e della natura umana. Testimone di una tragedia senza mai perdere la passione di vivere, Hassan, come il suo autore, ha occhi e voce di poeta e sorriso di fanciullo.

 

Algeri. La città era completamente buia. Ad Hassan, appeso al braccio del fratello, sembrava deserta. Ogni volta che il bagliore di un faro penetrava l’opacità delle tenebre aveva l’impressione che intorno a lui la città s’inclinasse, come un vascello di cui non distingueva i contorni.

Informazioni aggiuntive

formato

12×16.5

pagine

208

pubblicazione

2013

collana

La piccola 75

l'autore

Rabah Belamri nasce nel 1946 a Bougâa in Algeria. Giovanissimo perde completamente la vista. Dopo studi di letteratura, antropologia, etnologia nel suo paese, nel 1972 si trasferisce in Francia dove pubblica alcune raccolte di racconti, favole, proverbi della ricca tradizione orale algerina e i romanzi Regard blessé (1978), L’asile de pierre (1990), Femmes sans visage (1992) Chronique du temps de l’innocence (1996). In essi restituisce con lingua semplice e cristallina ritratti di vita quotidiana, paesaggi e drammi della sua giovinezza e degli anni della lotta dell’Algeria contro la brutale colonizzazione francese. Muore, in Francia, il 28 settembre 1995 in seguito a un intervento chirurgico.

la traduttrice

Caterina Pastura (1956) è redattrice editoriale, traduttrice dal francese e operatrice culturale specializzata in animazione e promozione del libro e della lettura. Per Mesogea ha tradotto opere di Jean Grenier, Mouloud Feraoun, Moncef Ghachem, Rabah Belamri, Jean Daniel ed Edmond Jabès; per Bompiani, I demoni di Albert Camus e, dello stesso autore, i testi inediti compresi in Estate e altri saggi solari.

 

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